Okonomitalia's Blog

The only certainty is change

Come formare un individuo? June 30, 2011

La crisi planetaria che stiamo vivendo tutti, non poteva non includere anche il sistema dell’istruzione. Si necessitano riforme ma nessuno è capace di attuare delle misure appropriate. Le incomprensioni tra genitori e figli, adulti e giovani hanno creato un divario che spesso sfocia in episodi di violenza. I giovani non si sentono rappresentati in una società avanzata ma governata da regole e persone inadeguate, nei cui valori loro non si identificano. Nonostante questa crisi tra generazioni, ci sono molti paesi, specialmente asiatici, che insistono su una formazione estremamente competitiva e severa, con l’unico obiettivo di avere un giorno un lavoro che dia molti soldi. Tuttavia, se il sistema capitalistico basato sulla competitività più aggressiva ha prodotto una società di nuovi poveri ed infelici, bisogna mettere in discussione certi principi di base. Partendo appunto dalla base: la formazione dell’individuo. Il sistema attuale dell’istruzione è vecchio di duecento anni ed il suo obiettivo è quello di trasmettere il sapere. Nel mondo attuale questo non è più sufficiente, di fatto si è creato un vuoto tra il sapere che si insegna a scuola e la formazione dell’individuo del XXI secolo. Ci troviamo in un momento di transizione, c’è bisogno di un salto di livello per introdurre un nuovo tipo di istruzione di cui tutti ne sentiamo la necessità ma non essendoci ancora un consenso collettivo e un’opinione comune, nessuno sa da dove cominciare.

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Ozio creativo November 29, 2010

Prendiamo esempio dai nostri antenati che senza dubbio sapevamo come occupare il loro tempo libero. “Otium” era un concetto greco che i romani avevano adottato perché amavano vivere intensamente. Coltivavano la filosofia, la poesia, la contemplazione della bellezza. In breve all’otium dedicavano del tempo come un’importante attività nella quale esprimevano il loro desiderio di sognare ed esercitavano la loro libertà di farlo. Trasferito nel nostro XXI secolo, lo stesso concetto potremmo definirlo ozio creativo ossia staccare la spina dalle regole esterne che ci incasellano in determinati schemi di pensiero. Liberarsi quindi dai percorsi ad ostacoli della razionalità, dalla corsa contro il tempo, dalla frenesia della vita moderna, dalla competitività al lavoro, dal dover essere efficienti e veloci, assillati continuamente a seguire un modello prestabilito. Se riusciamo ad uscire da questa rete intricata di doveri, avremo il tempo da dedicare al nostro viaggio immaginario nei meandri del vuoto, alla ricerca di qualsiasi idea brillante, di un’intuizione, dell’ispirazione, della passione, dell’inventiva.
Rallentare il ritmo ci aiuta a ritrovare noi stessi, a fare mente locale su aspetti di noi che altrimenti rimarrebbero repressi, ad attivare la nostra memoria su quello che avremmo voluto essere o avremmo voluto fare, e non abbiamo mai avuto l’opportunità di realizzarlo.
Coltiviamo il bello che è in noi e facciamolo crescere. Per noi stessi e per chi ci sta intorno.