Okonomitalia's Blog

The only certainty is change

FIL June 15, 2011

Il capitalismo ha prodotto materialismo e consumismo ma non ha prodotto la felicità.
E nonostante questo modello abbia fallito, tutti i paesi del mondo si ostinano a misurare il PIL come indice di benessere e ricchezza. Ma perché non misurare il FIL (felicità interna lorda) cioè il livello di benessere di un paese in rapporto ai servizi fondamentali offerti dallo Stato? Un modello così garantisce la soddisfazione dei bisogni primari dei cittadini e produce benessere. Si assume un nuovo stile di vita che esalta la convivenza civile, la produzione che mira alla qualità, il rispetto per la natura e tutto ciò che produce, perseguire il progresso invece del profitto, il sano uso dell’intelligenza per fini beneficiosi per tutti, avere come obiettivo quello di migliorarsi e di migliorare per lasciare ai prossimi un mondo in salute. Insomma, un nuovo modello che permetta ad un popolo di essere felice di vivere nel suo paese. Esiste un piccolo paese dell’Asia che ha proposto, provocatoriamente, questo nuovo concetto: il Bhutan. E’ inevitabile, in questo periodo di crisi profonda dell’umanità, non pensare ad un modello alternativo che dia nuove prospettive e speranze per un futuro che deve basarsi su nuovi valori o, più semplicemente, rivalutare quei vecchi valori che abbiamo disprezzato dandoli per scontato.
Produrre felicità come bene di consumo è decisamente un’ottima idea da trasmettere ai politici privi di coraggio e di capacità di “vedere” opzioni.

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Cosa cerchiamo? April 17, 2011

Un recente studio americano ha rivelato che dopo 40 anni di femminismo le donne sono meno felici di prima nonostante tutti i progressi raggiunti. Eppure sembra che in questi ultimi vent’anni abbiamo conseguito gran parte di quello che volevamo: l’indipendenza, più opportunità di studio e di lavoro.
Tuttavia nella realtà attuale siamo sempre più disilluse. Anche nella sfera privata le aspettative nei riguardi dei nostri compagni uomini sfociano spesso nella delusione.
Non sarà forse che cerchiamo la felicità nei posti sbagliati? Perché altrimenti che cosa ci impedisce di essere felici? Il nostro istinto femminile ci spinge sempre a cercare qualcos’altro, ad andare al di là di ciò che abbiamo già raggiunto. Continuiamo a cercare quel qualcos’altro e ci ritroviamo ancora una volta con quel senso di profonda insoddisfazione. Ci manca sempre qualcosa.
Se per un attimo smettessimo di esigerci tanto e di aspettarci tanto dagli altri, e seguissimo il nostro istinto nell’offrire agli altri quello che noi già abbiamo, raccoglieremmo le nostre piccole e sane soddisfazioni e capiremmo che vivere non è un’impresa ardua.