Okonomitalia's Blog

The only certainty is change

Ecologicamente corretto October 4, 2011

Avere uno stile di vita ecologico va decisamente di moda. Ma perché proprio adesso? Perché ormai c’è la fobia delle centrali nucleari? O perché il riscaldamento del pianeta minaccia le nostre risorse naturali e soprattutto il nostro senso di comfort? O sarà perché sta succedendo di tutto che sembra come se il pianeta Terra sia stufo di noi e delle nostre insensatezze? Non finiremmo mai di interrogarci e probabilmente non troveremmo mai una risposta convincente. Una cosa è certa, finalmente ci stiamo sensibilizzando al fatto che nulla è per sempre. Tutto ci è prestato affinchè lo usiamo e lo lasciamo in ottime condizioni per chi verrà dopo di noi. Nulla ci appartiene ed è per questo che dobbiamo rispettarlo e salvaguardarlo. Pensiamo agli animali, loro vivono seguendo il loro istinto. Dopo essere venuti al mondo non hanno bisogno di imparare nulla per tutta la loro vita. Ma noi non siamo come loro. In questo momento non ci sentiamo a nostro agio nella nostra società. Il mondo globalizzato presuppone una minaccia a tutte quelle certezze che pensavamo fossero determinanti per il nostro benessere e per la nostra felicità. O per lo meno così ci avevano fatto credere.
La Natura ci sta lanciando messaggi più che chiari: non è negli eccessi del materialismo che possiamo trovare quelle risposte ma è nella connessione con l’ambiente che possiamo trovare uno stile di vita più adatto alla nostra evoluzione.
Noi umani sì che dobbiamo imparare.

 

Andare avanti September 13, 2011

Di fronte agli imprevisti che diventano sfide quando bisogna inevitabilmente affrontarli, sei ottimista o pessimista?
L’ottimista è un realista che affronta la situazione così come gli si presenta ed ha una visione fiduciosa del futuro, attitudine che rafforza il suo coraggio e la sua volontà a fare le scelte necessarie per conseguire il risultato desiderato.
Se sei pessimista vedrai davanti a te solo ostacoli ed impedimenti che paralizzeranno qualsiasi tua intenzione a prendere in mano la situazione, e la visione catastrofista della realtà giustificherà il tuo immobilismo.
In breve, è meglio avere la consapevolezza della scelta che ci conduce ad un esito concreto e quindi ad una nuova prospettiva, o brancolare nel buio dei nostri pensieri negativi che ci confondono e ci precludono qualsiasi sviluppo?
In altre parole, vogliamo andare avanti e continuare a percorrere le strade della vita, o vogliamo restare bloccati al bivio senza decidere dove andare?

 

Come formare un individuo? June 30, 2011

La crisi planetaria che stiamo vivendo tutti, non poteva non includere anche il sistema dell’istruzione. Si necessitano riforme ma nessuno è capace di attuare delle misure appropriate. Le incomprensioni tra genitori e figli, adulti e giovani hanno creato un divario che spesso sfocia in episodi di violenza. I giovani non si sentono rappresentati in una società avanzata ma governata da regole e persone inadeguate, nei cui valori loro non si identificano. Nonostante questa crisi tra generazioni, ci sono molti paesi, specialmente asiatici, che insistono su una formazione estremamente competitiva e severa, con l’unico obiettivo di avere un giorno un lavoro che dia molti soldi. Tuttavia, se il sistema capitalistico basato sulla competitività più aggressiva ha prodotto una società di nuovi poveri ed infelici, bisogna mettere in discussione certi principi di base. Partendo appunto dalla base: la formazione dell’individuo. Il sistema attuale dell’istruzione è vecchio di duecento anni ed il suo obiettivo è quello di trasmettere il sapere. Nel mondo attuale questo non è più sufficiente, di fatto si è creato un vuoto tra il sapere che si insegna a scuola e la formazione dell’individuo del XXI secolo. Ci troviamo in un momento di transizione, c’è bisogno di un salto di livello per introdurre un nuovo tipo di istruzione di cui tutti ne sentiamo la necessità ma non essendoci ancora un consenso collettivo e un’opinione comune, nessuno sa da dove cominciare.

 

Nell’era digitale June 24, 2011

La solitudine è l’esperienza centrale della vita moderna. Solitudine può significare libertà per alcuni e prigione per altri. In entrambi i casi si tratta di una scelta personale.
Nella nostra vita tecnologicamente avanzata, abbiamo sostituito i rapporti autentici con i rapporti virtuali. Via social network siamo in connessione con il resto del mondo, quando ne abbiamo voglia. Tuttavia, non siamo più capaci di avere una sana conversazione via telefonica o fisica con un amico/a o un famigliare perché, in teoria, non abbiamo tempo.
Avete mai osservato una famiglia tipo dell’era digitale? Padre, madre e due figli ognuno con il proprio device digitale comunicando via mail, sms, chat, anche tra loro.
Il paradosso è che sono connessi con il resto del mondo, virtualmente, e sono disconnessi tra loro fisicamente ed emotivamente. Ma felicemente illusi di essere una famiglia moderna e al passo con i tempi.

 

FIL June 15, 2011

Il capitalismo ha prodotto materialismo e consumismo ma non ha prodotto la felicità.
E nonostante questo modello abbia fallito, tutti i paesi del mondo si ostinano a misurare il PIL come indice di benessere e ricchezza. Ma perché non misurare il FIL (felicità interna lorda) cioè il livello di benessere di un paese in rapporto ai servizi fondamentali offerti dallo Stato? Un modello così garantisce la soddisfazione dei bisogni primari dei cittadini e produce benessere. Si assume un nuovo stile di vita che esalta la convivenza civile, la produzione che mira alla qualità, il rispetto per la natura e tutto ciò che produce, perseguire il progresso invece del profitto, il sano uso dell’intelligenza per fini beneficiosi per tutti, avere come obiettivo quello di migliorarsi e di migliorare per lasciare ai prossimi un mondo in salute. Insomma, un nuovo modello che permetta ad un popolo di essere felice di vivere nel suo paese. Esiste un piccolo paese dell’Asia che ha proposto, provocatoriamente, questo nuovo concetto: il Bhutan. E’ inevitabile, in questo periodo di crisi profonda dell’umanità, non pensare ad un modello alternativo che dia nuove prospettive e speranze per un futuro che deve basarsi su nuovi valori o, più semplicemente, rivalutare quei vecchi valori che abbiamo disprezzato dandoli per scontato.
Produrre felicità come bene di consumo è decisamente un’ottima idea da trasmettere ai politici privi di coraggio e di capacità di “vedere” opzioni.

 

Senza il tempo June 7, 2011

La nostra giornata comincia guardando l’orologio, ci svegliamo grazie a lui, ci indica in ogni momento dove siamo e cosa dobbiamo fare, e ogni volta che lo guardiamo è per avere una dritta sul procedere delle nostre azioni. In Amazzonia, la tribù Amondawa non ha il concetto astratto di tempo.
Mentre noi usiamo espressioni che indicano movimento nello spazio e nel tempo, nella loro lingua queste non esistono. Attraverso interviste, questionari e prove realizzate agli Amondawa, dei ricercatori hanno scoperto con sorpresa che si tratta della prima lingua conosciuta che non ha espressioni del concetto spazio-tempo. Non misurano il tempo attraverso strumenti come l’orologio o il calendario. Il loro tempo è scandito dal sole e dalle stagioni. In pratica, la vita degli Amondawa non è governata dal tempo delle ore, dei minuti e dei secondi, quindi non hanno scadenze rigide, fanno quello che devono fare durante la giornata e, al massimo, possono rimandare al giorno dopo. E mentre noi troviamo inconcepibile vivere una vita non segnata dall’orologio o dal calendario perché finiremmo per smarrirci nella nostra stessa routine, gli Amondawa usano senza difficoltà nozioni di tempo della lingua portoghese, opzione che tuttavia non apporta cambiamenti al loro stile di vita ma, probabilmente, arricchisce le loro conversazioni. Carpe diem!

 

Autoalimentarsi May 30, 2011

In India vive un signore, maestro di yoga, che non ingerisce nè cibo nè liquidi da più di settant’anni. E’ in ottima salute e le condizioni del suo cervello sono simili a quelle di un uomo di venticinque anni. La sua linfa vitale gli viene fornita solo dalla pratica della meditazione. In breve, si autoalimenta di energia cosmica. Non si tratta di un miracolo, piuttosto dell’esempio di perfezione dell’essere umano che attraverso uno stile di vita in totale connessione con la natura e quindi con l’universo tutto, ha raggiunto il tanto anelato equilibrio uomo-cosmo. Proprio come un albero nel suo habitat naturale.
E’ la prova vivente che l’uomo possiede un immenso potere di trasformazione quando le forze della mente e dello spirito fluiscono sciolte invece di competere l’una per il controllo dell’altra.